Cass. Sez. Lav., 24/11/2025, n. 30823

[Determinazione della retribuzione ai sensi dell’art. 36 Cost. in assenza di CCNL] Con riferimento ai rapporti di lavoro non tutelati da contratti collettivi, al fine di determinare la retribuzione dovuta al lavoratore di interesse, ai sensi dell’art. 36 Cost., si utilizzerà quale parametro il CCNL applicato al settore di appartenenza o comunque similare.

Cass. Sez. Lav., 04/11/2025, n. 29094

[Incarichi di rilievo nel pubblico impiego privatizzato; incidenza dei rapporti personali tra dipendenti e superiori]

In tema di pubblico impiego privatizzato, l’esistenza, anche continuativa, di leciti rapporti personali extralavorativi tra un dipendente ed un superiore non ha alcun rilievo né sul piano della legittimità degli atti gestori, né sul piano della valutazione delle condotte degli interessati, salvo che nel caso di selezioni di diritto privato comportanti valutazioni discrezionali dei candidati per l’attribuzione di incarichi di rilievo, come quello di posizione organizzativa, ipotesi rispetto alle quali la p.a. è tenuta ad assicurare l’imparzialità di chi sia preposto alla scelta, in attuazione del principio di imparzialità che comunque ne connota l’operato ai sensi dell’art. 97 Cost. e che si traduce in corrispondenti obblighi di correttezza e buona fede, trovando applicazione le regole di cui all’art. 51 c.p.c., ivi compresa quella atipica che impone di evitare, secondo un costante indirizzo interpretativo, l’assunzione della decisione da parte di chi abbia con taluno un rapporto personale di tale intensità da fare sorgere il sospetto che il giudizio non sia stato improntato al rispetto dei menzionati principi.

Cass. Sez. Lav., 01/11/2025, n. 28887

[Utilizzo improprio dell’accesso al sistema informatico aziendale] L’utilizzo improprio dell’accesso al sistema informatico aziendale per scopi personali o non legati alle necessità lavorative non può essere considerato un’infrazione di lieve entità. Di conseguenza, un dipendente che sfrutti la propria autorizzazione per accedere ai dati sensibili di terzi a fini personali non può godere della fiducia dell’azienda. Tale comportamento è punito penalmente dall’articolo 615-ter del codice penale e viola il codice di condotta interno dell’azienda, il codice di comportamento del pubblico dipendente e l’articolo 64 del contratto collettivo nazionale di lavoro del settore, che prevede la possibilità di licenziamento disciplinare ai sensi dell’articolo 18, comma 8.